...Bisogna dire che ogni cosa si facesse in questo paese doveva essere fatta due volte e spesso l'uno contro l'altra, come se ci fossero due anime; l'una raccolta attorno alla vecchia chiesa di S.Paolo nel cuore della vallata, il quartiere piu' antico e decaduto dove vivevano soprattutto le famiglie baroniali e i contadini; e l'altro sulla cima del monte, raccolto attorno la chiesa di San Sebastiano nel quartiere nuovo dove s'era adunata la borghesia degli impiegati, negozianti professionisti, dov'erano il corso, i bar, il municipio e il teatro.
Si combatteva per ogni cosa. Per esempio il patrono era S.Paolo,nero, calvo,terribile, vestito di nero, la spada baleante che aveva tagliato cento e una teste di cristiani, e lassu' proclamarono un altro patrono, S.Sebastiano naturalmente, candito, bellissimo, intellettuale, legato ad un alberello e trafitto da frecce d'argento, signore dei laureati, degli artigiani e degli studenti...

 

Giuseppe Fava
(giornalista-scrittore)
 
 
  on line il filmato del puntata 
del 31 luglio 2007 - GENTES Rete 4